(o la cessazione dei suoi effetti civili, se concordatario). Nel 2026, il sistema è caratterizzato da una maggiore semplificazione grazie alle recenti riforme (come la Riforma Cartabia), che hanno l’obiettivo di rendere l’iter più rapido e meno gravoso.
Ecco una sintesi di come funziona la procedura oggi.
I Presupposti: Tempi di attesa
Per poter richiedere il divorzio è necessario che sia trascorso un periodo ininterrotto di separazione legale tra i coniugi:
6 mesi in caso di separazione consensuale.
12 mesi in caso di separazione giudiziale.
Principali Procedure
Esistono diverse strade per arrivare al divorzio, a seconda del livello di accordo tra le parti:
Divorzio congiunto (o consensuale): I coniugi presentano un ricorso congiunto avendo già trovato un accordo su tutti gli aspetti (affidamento dei figli, mantenimento, divisione dei beni). È la procedura più rapida ed economica.
Divorzio giudiziale: Si ricorre a questa modalità quando non c’è accordo tra le parti. È un vero e proprio procedimento contenzioso davanti a un giudice, che deciderà sulle questioni controverse. È il percorso più lungo e complesso.
Negoziazione assistita: Una procedura stragiudiziale (fuori dal tribunale) in cui i coniugi sono assistiti dai rispettivi avvocati per raggiungere un accordo. È molto veloce e spesso preferita per snellire i tempi.
Divorzio davanti all’Ufficiale di Stato Civile: È possibile divorziare direttamente in Comune davanti al Sindaco (o suo delegato), ma solo se non vi sono figli minori, figli maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave, o economicamente non autosufficienti, e se non sono previsti trasferimenti patrimoniali. In questo caso non è necessaria l’assistenza di un avvocato.
Procedura Unitaria
È oggi possibile, in molti casi, presentare un unico atto per separazione e divorzio (domanda cumulativa). Questo permette di gestire le due fasi in un unico procedimento davanti a un solo giudice, abbattendo significativamente i tempi morti e i costi.
Effetti del divorzio
Con la sentenza di divorzio:
Viene meno l’obbligo di fedeltà, coabitazione e assistenza materiale.
Il coniuge perde il diritto all’uso del cognome dell’altro (salvo autorizzazione del giudice in casi specifici).
la cui natura è oggi prevalentemente assistenziale, compensativa e perequativa (valutata in base ai sacrifici fatti da uno dei coniugi durante il matrimonio, come rinunce alla carriera).
Si può ottenere, nei casi previsti, una quota della pensione di reversibilità dell’ex coniuge.
Considerazioni importanti
Assistenza legale: Salvo il caso del divorzio in Comune, l’assistenza di un avvocato è obbligatoria. Data la complessità della materia, specialmente in presenza di figli o patrimoni, è fondamentale affidarsi a un professionista esperto in diritto di famiglia.
Tempi: I tempi variano in base al tribunale e alla complessità della causa. Ad esempio, a Milano per un divorzio congiunto si stima oggi un tempo di 3-5 mesi, mentre quello giudiziale può richiedere dai 18 ai 24 mesi.
Interesse dei figli: In ogni procedura, la tutela del minore prevale su ogni altro aspetto, seguendo il principio della bigenitorialità.
Nota: Queste informazioni hanno carattere informativo. Poiché ogni situazione familiare è unica, ti consiglio vivamente di consultare un avvocato specializzato per valutare la tua situazione specifica, specialmente per quanto riguarda gli accordi economici e l’affidamento dei figli.
Stai valutando di avviare una procedura di separazione o hai già una separazione in corso e vorresti maggiori dettagli su come procedere per il divorzio?